Come proteggere i minori online

E’ importante insegnare ai bambini cos’è il cyberbullismo, l’oversharing*, e mettere in pratica alcuni accorgimenti sulla sicurezza, come la scelta delle password migliori, il blocco dello smartphone, ed evitare siti web, e-mail e messaggi rischiosi.

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Tutte le grandi aziende che hanno a che fare con la tecnologia e con Internet offrono validi strumenti per impedire l’accesso ai minori a contenuti non adatti alla loro età.

In generale queste istruzioni sono facilmente reperibili con una semplice ricerca online, ecco alcuni link:

Parental control su dispositivi iOS

Controlli censura su iTunes

Configurare La mia famiglia per Windows Phone

Limita l’accesso alle app e ai giochi approvati su Android

Imposta il Parental Contro su Amazon Kindle

Anche i browser mettono a disposizione degli strumenti che promettono di dare agli adulti maggiori controlli sull’attività dei minorenni su internet, limitando l’acceso ad alcuni siti o eseguendo attività di controllo su quelli visitati.

Google Chrome, ad esempio, offre la possibilità di creare un profilo utente supervisionato: in questo modo l’adulto può consentire o bloccare siti web specifici, controllare i siti web visitati, modificare le impostazioni utente, disattivare la modalità ospite e impedire la creazione di nuovi profili (Ecco come fare).

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E’ importante ricordare che tutti gli strumenti a disposizione non sono infallibili e che la supervisione è sempre necessaria. Solo per fare un esempio: WhatsApp viene indicato in Apple Store come adatto ai bambini dai 4 anni in su – Maturità media su Google Play – ma questa classificazione non può tener conto dei contenuti che si possono condividere su WhatsApp e di ciò che si può scrivere.

Le app di per sé non sono pericolose, ma può diventare pericoloso l’utilizzo che se ne fa. Non basta impostare il Parental Control su Chrome o attivare il SafeSearch su Google: la supervisione e il controllo, proporzionale all’età del bambino, è sempre necessaria.

Gli strumenti ci sono e sono molto validi, ma nulla è infallibile come l’occhio umano e la conoscenza del proprio figlio.

 

* è la divulgazione di una quantità eccessiva di informazioni personali su blog o interviste diffuse sulla rete, causando reazioni che variano dall’approvazione al forte disagio.

 

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