Un allarme da denuncia [intervista]

Sapevi che si può prendere una denuncia per procurato allarme?

E’ quello che ha rischiato Giacomo Montalbano, un panettiere di Canegrate (MI), qualche tempo fa.

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Per procurato allarme si intende il compimento di atti che fanno scattare le procedure di emergenza senza che vi sia la presenza di un reale pericolo, da casi di piccola rilevanza (ad esempio: l’utilizzo di un segnalatore di incendio in una scuola, senza la presenza di un incendio) a fatti di maggiore impatto sociale. Si tratta di un reato contravvenzionale.

(Wikipedia www.wikipedia.org )

Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516.

(Codice penale italiano Art. 658 – Procurato allarme presso l’Autorità)

Giacomo, come sei arrivato a una situazione del genere?

Un paio di anni fa mi sono rivolto ad un elettricista per installare in casa un sistema di antifurto con tastiera, sirena e radar, ma mi ha creato solo danni: l’impianto era senza criterio, con i fili di colore invertiti, abbassamenti di tensione… Un disastro!

E cosa succedeva?

La centralina partiva da sola sia di giorno che di notte, quando invece volevo attivarla non partiva. A volte passavo davanti a un sensore e partivano gli allarmi relativi alle tapparelle elettriche.

Era insostenibile sia per me che per il vicinato, tanto che ho ricevuto degli avvisi dai vigili: rischiavo una denuncia per procurato allarme.

Non riuscivi a disattivare il sistema in qualche modo?

No, non potevo staccarlo, perché la sirena era a 9 metri d’altezza: avrei dovuto noleggiare un autogru e spendere altri soldi senza risolvere di fatto il problema.

Così ho chiamato la Bentel, che mi ha detto esattamente così: “Le mando il miglior installatore della Lombardia”.

Oh, what a tangled web. President Obama weighs in on regulating the Internet.

Effettivamente il lavoro era complesso: bisognava riprendere tutto l’impianto, fare un cablaggio nuovo e verificare che ogni cavo non interferisse con le funzioni degli altri impianti.

Avrei potuto togliere tutti i cablaggi e rifare il progetto da zero, ma non volevo far spendere altri soldi a Giacomo e sprecare altri cavi.

Così sono stato lì 2 giorni, dalla mattina alla sera, per risolvere il problema una volta per tutte.

Due anni fa Giacomo ha investito del denaro perché tiene molto alla sicurezza ed è sempre attento alle nuove tecnologie.

Ma installare un sistema in modo non professionale è peggio che non installarlo affatto.

Oggi tutti sanno fare tutto, ma spesso manca la cura e l’attenzione di un professionista.

Se vuoi approfondire, leggi anche 5 motivi per cui i sistemi di sicurezza non funzionano a casa”.

Ringrazio Giacomo per la sua testimonianza e spero che la sua esperienza sia stata utile anche a te che stai leggendo l’articolo.

Se hai domande o consigli da condividere, lascia pure un commento qui sotto!

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